giovedì 29 marzo 2012

Commento alla poesia "Non vivere come un inquilino" di Nazim Hikmet

Non vivere come un inquilino
di Nazim Hikmet


Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto - all'uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto - l'uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto - il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto -
godi dell'uomo.



Commento della poesia

In questa poesia, Nazim Hikmet, poeta turco vissuto nella prima metà del ‘900 e morto in esilio a Mosca, vuole farci riflettere su come vivere la nostra vita. Secondo lui, infatti, non bisogna viverla da egoisti e non bisogna essere solo dei semplici passeggeri di essa.

Questo pensiero ricorda quello espresso molti secoli prima quando, nella Divina Commedia, Dante ripugnava gli ignavi ovvero coloro che vissero “sanza infamia e sanza lodo”.

Nell’opera, l’autore prende le sembianza di un padre che vuole far capire al proprio figlio come vivere la vita e come esserne sicuro, come non essere egoista ma al contrario essere altruista verso tutti gli esseri viventi.

Nazim Hikmet lo fa capire ripetendo spesso le frasi “ma prima di tutto - l'uomo” “ma prima di tutto - il dolore dell'uomo” “ma prima di tutto - all'uomo” “ma prima di tutto - godi dell'uomo”; questi versi servono anche ad esortare il figlio all’essere pienamente consapevole di essere una persona viva che non deve amare solo se stessa ma tutto ciò che si trova nel mondo.

Tutto il componimento dà all’essere umano un senso di responsabilità verso tutto il mondo, la natura e gli animali.

Già il titolo “Non vivere come un inquilino” esprime in poche parole l’intero senso della poesia, facendo già capire dalla similitudine “come un inquilino” e dalla negazione “non”, antecedente al verbo “vivere”, di non restare un “inquilino” nella vita, cioè non esser trascinato dalle altre persone ed essere sempre insicuro, ma di vivere la vita con sicurezza divenendo il padrone di essa. Contribuiscono ad evidenziare l’amore e il rispetto verso tutti le parole degli elenchi, composte ciascuna da un unico verso, “del sole, della pioggia, e della neve” e l’espressione “ma prima di tutto - l'uomo” che, posta alla fine di ogni elenco, sottolinea che l’amore verso l’uomo viene prima di tutto.

Il linguaggio del componimento si presenta abbastanza semplice, i versi sono liberi e sciolti cioè senza una precisa lunghezza e senza rime che li accompagnano.

La poesia è formata da una sola strofa di 35 versi, i primi 8 anticipano il significato della poesia con un piccolo discorso del padre su come ha vissuto la sua vita. Nei restanti 27 il poeta ripete più volte la necessità di donare l’amore, fattore che dona alla lirica un tono ritmico che si accentua ai versi “ma prima di tutto - l'uomo”.

Secondo me questo splendido componimento è una delle più belle poesie che io abbia mai letto; mi piace molto perché mi fa riflettere su cosa farsene della propria vita; ho capito da quest’opera che la nostra magnifica vita non va gettata al vento ma va vissuta facendo atti di carità ed essendo altruisti, amando la natura, gli animali, tutto il mondo, ma soprattutto l’uomo.



Domenico Modaffari, II D

5 commenti:

  1. Grazie mi e' servito molto :)

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  2. Ê bellissimo. Mi ha fatto riflettere

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  3. Sapete per caso dove si trova in lingua originale?

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  4. Buonasera…
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